Malesseri della categoria ‘pensieri’

Il Sacro Cuore dell’Inventiva della Fantasia dei Signori dei Film

19.10

Il Signore Iddio ha dotato ciascuno di noi di svariate abilità.
Alcuni scelgono il loro lavoro in base a questa variabili attitudini.
La mia domanda è: se la tua fantasia è quella di un bradipo morto da mesi, perchè fai lo sceneggiatore? Cosa ti spinge, ad esempio, a sceneggiare un film dove ci sono degli zombi, poi una zona “sicura” che ovviamente è stata aperta troppo presto, poi un portatore sano che entra ovviamente perchè dei dementi imbecilli fanno una scappatella nella zona non sicura (e chi non andrebbe in una zona infestata da zombie?), poi un esercito di rincoglioniti incapace di proteggere un garage dall’ingresso di un infetto, ecc ecc?
Cioè io mica dico che ogni 3 minuti voglio una svolta, ma in TUTTO il film possibile che non hai avuto UNA idea che UNA? Mica sedici o trentadue, UNA!
Possibile che il presupposto di un film deve quasi sempre essere: “ah la cantina è piena di zombi… ma voglio una bottiglia di vino… magari riesco a prenderla… dai, vado!”.
E’ impossibile da tollerare!
28 settimane dopo

Le meglio idee sono sempre le cazzate

00.55

Lasciatemi dire il contrario della corrente meta-intellettuale di cui, per elezione o per scelta, finisco per far parte.
Oggi leggevo alcuni racconti su un libro della shake (no, non vi dico qual’è, se lo scoprite siete bravi, altrimenti non fa nulla) e ad un certo punto, giunto alla fine di quello che presta il titolo alla copertina, sono rimasto interdetto. Alcuni personaggi, alcuni eventi, un accenno di trama, nel senso di susseguirsi di eventi slegati (se si eccettua che vedono tutti coinvolto il protagonista), e un finale del cazzo, o meglio, un non finale, nel senso che è una troncatura non-c’entra-un-cazzo il cui unico scopo è chiudere il testo in quanto chissà dove stava andando a parare.
Ora, d’accordo, parliamo del frammento di un romanzo che mai ha visto la luce, però insomma, se io avessi proposto un racconto dove uno è un cantante, poi lo menano, poi un personaggio dal nome diabolico e con incredibili poteri lo salva, poi ha paura di cantare, poi la vince, poi fa un concerto, poi un cristallo chissà-dove vibra, poi il concerto finisce e lui scompare e finisce nel cristallo chissà-dove e poi BASTA, chi cazzo mai m’avrebbe cagato? Forse mi avrebbero risposto, ma per mandarmi a fare in culo.
Invece questo è troppo il re del Vero Racconto Punk™ e io, quindi, non ho capito un cazzo.
Perchè ovviamente la domanda che sorge è: ma tu, tutti i tuoi cazzo di raccontini più o meno belli di questo qui, li hai mai proposto a qualcuno? No! E allora che cazzo vuoi.
Sì ma io i racconti non li ho mai mandati perchè li leggevo e mi dicevo “oh però che cazzata, non è all’altezza di quello che volevo”… ed evidentemente è un errore.
Così come, ad esempio, non ho messo in piedi il progetto di un sito che si basasse su scenari e personaggi in isometria, perchè mi pareva una cazzata (e non solo a me), mentre ora qualcuno si fa i soldi vendendo “furni” a adolescenti che usano la carta di credito dei genitori.
Così come c’è gente che scrive nel curriculum che è sistemista, va in giro a fare lavori supercomplessi, e poi però sistemista appunto lo è sulla carta, mentre invece io pronuncio la parola “sistemista” sempre con un po’ di deferenza, per il rispetto che sento di dovere alle persone che sono Veramente Sistemiste (tra l’altro quasi tutte con nick di 3 o 4 lettere…).
Insomma, alla fine se io avessi preso tutte le robe che consideravo cazzate e le avessi lanciate in giro probabilmente ora avrei più strade aperte, avrei forse un suv, entrerei nei negozi senza prima aver letto se ci sono offerte, la gente mi chiamerebbe “esperto” o persino potrei diventare l’esempio utile ad una certa etichetta…
Diofà.

Il plurale di “dominio”

11.02

Secondo repubblica.it il plurale di dominio è dominii. Un paio di volte è scritto così nell’articolo di cui sopra, ad esempio in questa frase che è un gioello vi è incastonata la parola “dominii”: “Basti pensare ad esempio cosa può significare avere più dominii che indicano settori di servizi, ad esempio quello bancario, o la possibilità di taroccare i marchi online.”
Secondo voi come si scrive?
Poi vabbè, lasciamo stare stupidaggini colossali tipo “taroccare i marchi online” (??) o robe straordinariamente errate come ad esempio questo paragrafo:
“Si va verso una liberalizzazione anche per quanto riguarda le lingue e i caratteri. La diversificazione sarà attuata con l’entrata in vigore della nuova generazione di indirizzi (Ipv6), che permetterà un numero staordinariamente più grande di indirizzi. Lo stock attuale, che utilizza il protocollo Ipv4, dovrebbe esaurirsi tra il 2010 e il 2011.”
oppure a delle perle rarissime, come le “false estensioni”:
“Molti si chiedono come farà la società a impedire un accapparamento di “false estensioni”, come già era successo con il vecchio sistema. Di sicuro sarà un momento festeggiato dall’industria del porno, che attende da anni l’assegnazione dell’estensione .xxx.”
Mah.

Ordini, fruste e manette

17.18

Mi fa (sor)ridere la gente che strabuzza gli occhi quando ti scappa un commento sull’uso di semplici strumenti casalinghi per non troppo esigenti e complicate sessioni di bdsm, anche perchè poi a parte qualche integerrimo gira e rigira a mettere gli stuzzichini in tavola succede che chi sostiene d’essere a dieta li finisce.
Quello che mi fa invece sorridere con un lato della bocca, che è un tipo di sorriso che vale assai, è quando si scoprono interessanti inclinazioni libertine e aperture in persone che, nella loro tranquillità, sanno viversi.
Quello che mi fa storcere la bocca, invece, è chi sbandiera ai quattro venti che fa tutto e ha, come prima reazione ad una novità, “io quella roba non la faccio!”.
Quello che mi lascia perplesso e mi fa serrare la bocca è il moralismo cattocolpevole di chi non fa qualcosa perchè poi gli vengono i sensi di colpa, perchè così ci insegna la morale. Salvo farlo lo stesso. Salvo farsi venire i sensi di colpa. Salvo farlo e dire che non si hanno sensi di colpa quando conviene.
Insomma, ho un’espressione facciale per tutti.

Itoiz

22.20

Qualcuno ricorderà le vicende della diga di Itoiz, in Heuskal Herria. E’ quasi sempre vero, a patto di tenere l’unità di tempo abbastanza piccola, che un’immagine dice più di mille parole, così in questo caso ci appoggiamo al pluriamatodiato google e confrontiamo una coppia di immagini: questa, che rappresenta appunto la mappa stradale di Itoiz, e questa, che rappresenta la sua attuale geografia.
Ogni commento è abbastanza superfluo.

Radio Blog Club

15.21

Una persona segreta di cui non posso riferire niente se non che è abulica mi ha fatto conoscere un sito interessante, a voi la possibilità di scoprirlo grazie a questo piccolo codice embedded:

Se invece del sito non ve ne frega niente, limitatevi a premere “play” qui sopra.

Quando uno è morto ha fatto solo belle cose

18.42

Infatti provate e fare come l’onorevole (ahahaha) Caruso che ha detto (vabbè, a modo suo, vale a dire con poca intelligenza) che la legge Biagi è causa di precarizzazione e quindi di molte morti sul lavoro e subito tutti (perfino rifondazione eh) vi diranno che fomentate l’odio ecc ecc.
A parte che non vedo il male nel fomentare l’odio verso chi, guadagnando in un mese l’equivalente dello stipendo medio annuo di un operaio, fa delle leggi che distruggono la vita di generazioni intere, dopodiché possibile che siccome uno è morto allora non gli si può dire niente contro? Adesso dobbiamo dire per forza che la legge Biagi è una figata. Oh, GRAZIE Biagi che ci hai reso tutti precari, GRAZIE, cosa potremo mai fare per mostrare stima verso il tuo lavoro che ci ha reso tutti così impossibilitati a giungere ad un vero lavoro e ci ha privato della sicurezza economica dando la possibilità alle aziende di di assumerci come cococo?
Davvero, voglio dirti grazie, perchè vaffanculo, siccome sei morto, non te lo posso dire, pare.

Segnalazioni

14.14

Le ascolto e le riascolto. Leggetele: Canción infantil e Construcción.

Siamo d’accordo.

17.38

Ted Nelson sostiene quattro massime:
« La maggior parte delle persone sono matte, quasi tutte le autorità sono malvagie. Dio non esiste ed ogni cosa è sbagliata »

Sei nella mia stessa community!

21.34

Mettete qualcuno davanti a un computer, fategli capire che è completamente solo e poi state a guardare quello che succede: cercherà altre persone, ma solo fino a un certo punto. Avrà amici che non sono proprio amici, e un’intensa vita online, che non è proprio come avere una vita sociale. Si sentirà più connesso, ma sarà comunque solo. Tutte le persone sedute davanti ad un computer sono sole. Tutte le persone sedute davanti a un computer sono al centro del mondo. Tutte le persone sedute davanti a un computer vogliono parlare di sé.
Tratto da Internazionale 680, pagina 51
Questo dice tal John Lancaster per chiudere il suo articolo sul The Guardian, tradotto su Internazionale.
Penso abbia ragione.
Penso abbia ragione non solo riguardo a quelli che usano myspace o bebo, di cui parla nel suo articolo, ma penso che abbia ragione in generale, per cui credo che la conclusione del suo articolo valga anche per me, e per molti di noi, seppur ci fregiamo di strumenti “alternativi” (mailing list di indymedia, tanto per fare un esempio, blogs di noblogs, forum precari, ecc) spesso e volentieri ricadiamo in pieno nella sua descrizione di azioni e stati d’animo.