Lasciatemi dire anche se non dovrei pensare

Facciamo finta che siamo diventati di colpo dei bravi cittadini e che decidiamo di osservare con interesse l’operato del governo.
Facciamo finta che non ce ne frega niente dei rom, dei rumeni, di chi è messo peggio di noi, ma che guardiamo alle nostre tasche.
Facciamo finta che non ci fa venire il vomito vedere le sedute del parlamento.
Facciamo finta che persino Berlusconi ci appare un difficile avversario ma pur sempre degno di rispetto.
Non continuo con l’elenco “facciamo finta”, li riassumo tutti in uno solo: facciamo finta di essere un sostenitore entusiasta del PD e della politica del bipolarismo democratico.
Fatte queste premesse facciamone un altro paio: siamo inseriti nostro malgrado (ma anche per nostra scelta e piacere) in un contesto dal quale volevamo rimanere lontani, e quindi da raver, metallari, punk, squatters, ecc, siamo diventati una “famiglia”, abbiamo una prole, viviamo in una casa “normale”.
Insomma siamo quelli un po’ sotto il ceto medio, che fanno una vita che gli altri considerano da “strana” a “normale”.
Come possiamo non notare che tutti i governi che si sono succeduti hanno puntato a sgravare da tasse e cose simili solo chi sta meglio di noi? Cioè, visto che siamo mediocri, facciamo un ragionamento da “cittadino medio”: non abbiamo il suv, non abbiamo una casa di proprietà, abbiamo (forse) una busta paga, abbiamo prole. I governi tagliano le accise sulla benzina (e non è che quando questo accade il prezzo dei servizi legati al costo dei carburanti scenda), diminuiscono o tolgono l’ici alla prima casa, tagliuzzano qua e là, mettono qualche balzello del cazzo per coprire i buchi, tipo una tassa di 10 euro per le ricette mediche. Si, mescoliamo pure, perchè se siamo cittadini medi non ci interessa se la tassa X l’ha tolta il governo e il bollo Y lo ha aumentato la regione, abbiamo detto che calcolavamo le nostre tasche, quindi non c’è nessuna differenza.
Facendo i calcoli come possiamo non accorgerci che il risparmio che abbiamo, se c’è, e irrisorio rispetto a quello di cui può godere chi ha introiti doppi dei nostri? Come facciamo ancora a credere alle cazzate tipo “sostegno per l’affitto”, dove arrivano 32482349124120 domande e il comune ne può soddisfare 1000, con assegni da 50 euro ognuna? O a pensare utile lo sgravio sulla tassa sui rifiuti, tassa che va a metri quadri, per cui se abitiamo in una casa da 200mq vinciamo mentre se abitiamo in una di 40 non ci cambia quasi niente? E cosa ce ne facciamo di questi sgravi quando sommati non bastano a pagare un asilo, ammesso e non concesso di riuscire ad entrare in graduatoria per prendere uno dei tre posti che ci sono liberi?
Vestite un attimo i panni del cittadino medio, e smettetela di dire che fanno schifo, che tanto in realtà se non siete già nella sua stessa condizione prima o poi vi ci troverete, magari se proprio vi preme non rinunciate all’ideologia ma mettete su un foglio di carta i fatti e la condizione che state vivendo e ditemi: come cazzo si fa ad andare ancora a votare? Qual’è la dimensione massima della trave che questa gente che foraggia il “sistema democratico” col suo voto, che ci crede persino magari, accetta di prendere in culo?

2 Responses to “Lasciatemi dire anche se non dovrei pensare”

  1. desy Says:

    La tua proposta sarebbe pertanto un bel treno carico di tritolo che fa saltare il parlamento come nel film “V per Vendetta”?

  2. k*19 Says:

    Come nella migliore tradizione non c’è alcuna proposta. Lo sfondo di questo sito è un cimitero.

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