Le sovrastrutture: gli orari
Che il tempo scorra, almeno nel nostro universo, è convenzione nota.
Il fatto che lo abbiamo diviso in periodi discreti si sa, tutti noi abbiamo un orologio, quello che si sa meno è che questa discrezione è tutta nostra, visto che il tempo è soggetto alle regole a cui sottostanno tutte le cose del mondo, per cui ad esempio si modifica in base alle forze che lo sollecitano.
Già di per sè questo dovrebbe dimostrare quanto è precaria questa concezione che abbiamo del tempo, ma la cosa che mi lascia perplesso è la convenzione dell’orario. Mi spiego, ok che stabilire un modo per avere tutti un’idea del tempo è necessario, perchè se ti dico “ci vediamo alle 10″ tu devi capire cosa intendo per “le 10″, in maniera che si possa verificare la coincidenza e che ci si trovi entrambi nello stesso momento nel giusto luogo. Fin qui direi che va tutto bene.
Noi siamo troppo alternativi e per di più ci stanno in culo le sovrastrutture imposte. Il tempo che scorre e per comodità è suddiviso in periodi che sempre per comodità riteniamo discreti ed assoluti, ok, ma il tempo “per fare le cose”? Cos’è se non una sovrastruttura del capitale? Chi ha stabilito che si deve lavorare “dalle 9″? Chi ha deciso che non si può lavorare in un lasso di tempo X che possiamo collocare all’interno della giornata (tanto per dire) quando ci pare? Perchè devo essere io a rispettare qualcosa che ha stabilito qualcuno che sta sopra di me (economicamente, gerarchicamente, ecc)?
Generalmente non se ne parla mai, però perchè il tempo migliore della giornata deve finire ingoiato nel lavoro solo perchè qualcuno ha stabilito che dalle 9 alle 18 è il lasso di tempo adatto al lavoro? Perchè non posso fare 12-20 se mi piace? Perchè non posso cambiare quando mi pare?
May 1st, 2008 at 10.03
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