Scambiamoci i dati

Una volta due applicazioni remote che volessero scambiarsi dati si spedivano dei files. Erano in genere files txt, con formato fisso e definito.
Oggi invece non va più bene.
Oggi bisogna fare le porte di dominio, la cooperazione applicativa, i file xml, i file xsd, usare wsdl, ecc.
Figo eh, nel senso che la flessibilità è notevole.
Però, diocane, ma è mai possibile che per spedire 4 dati 4 io debba sclerare come un muflone cieco perchè la proprietà codice dell’elemento “cazzo” non equivale al valore contenuto nelle sue tag? E tutto questo continua ad essere stabilito arbitrariamente! Non è che c’è una libreria che mi dice “il codice fiscale lo scrivi così”, no! Potrei fare che dentro una tag “codice-fiscale” c’è il cf, oppure che il cf è la proprietà “codice” dell’elemento fiscale, o ancora in mille modi… tutti arbitrari. Lo scambio di alto livello ha un senso se faccio veramente astrazioni e roba di alto livello, non per scambiarsi due cazzate fisse secondo come mi piace!
Ma vediamo, se dovessi spedire i miei dati anagrafici con un file txt, cosa dovrei fare?
1. concordare il formato del file
2. scrivere la parte di applicazione che genera il file
3. scrivere la parte di applicazione che interpreta il file
4. usare un transport esistente per spedire il file
Se decido invece di usare la cooperazione applicativa?
1. scrivere con wsdl uno schema dei dati che devo spedire
2. concordare il formato di organizzazione
4. scrivere l’xsd per validare il contenuto del file xml
5. scrivere la parte di applicazione che genera il file xml
6. scrivere la parte di applicazione che interpreta il file xml
7. installare una porta di dominio che si occupi di fornire i servizi alla porta remota e che ne richieda a sua volta
8. configurare la porta in modo che abbia una “base comune” con l’altra relativamente alla descrizione dei servizi offerti/richiedibili
9. avere quindi un qualche robo in java, tipo tomcat o jboss, perchè le porte sono quasi tutte in java
10. scrivere la parte di applicazione che richiede servizi alla porta
11. scrivere la parte di applicazione che risponde alle richieste della porte
Questo semplificando talmente tanto da rendere le descrizioni delle operazioni quasi inesatte.
Ora io dico: ok, sono l’inps e decido che i miei dati li offro così perchè sono dati complessi e la loro struttura può cambiare, quindi metto a disposizione tutti i mezzi per leggere ed interpretare i miei files xml. Certo, è vero che se metto online un file txt con un certo formato stabilito faccio lo stesso, ma in questa maniera uso un metodo considerato “standard” all’interno della PA.
A parte però questa voglia di aderire agli standard, che possiamo passare per informazioni complesse (ma ho i miei dubbi), quale cazzo di senso ha applicare un tale delirio se a scambiarci le informazioni siamo A e B, concordiamo come farlo, pubblichiamo cosa abbiamo deciso, ecc ecc?
Cioè l’effettivo vantaggio di questa soluzione è?
Così una volta se dovevamo pregare in aramaico per avere il formato di un file txt online oggi ci troviamo a dover spulciare documenti di centinaia di pagine per fare un’interrogazione anagrafica.
Mah.
+layer + layer!

One Response to “Scambiamoci i dati”

  1. wtf Says:

    http://thedailywtf.com/Articles/The-Alphabet-The-Hard-Way.aspx

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