Malesseri nel mese di 2007::02

“Feeling Blue”

22.39
A fissare in basso, senza vedere niente.
© http://www.lukechueh.com

Non saprei come tradurre in italiano questa espressione, perchè triste non rende l’idea. Forse quel senso di maliconia legato all’infinito, come quando siamo seduti sugli scogli, col mare di fronte, e improvvisamente capiamo quando poco valiamo di fronte a milioni di litri d’acqua che si muovono da soli, che ci piaccia o no.
Spiegare l’ineffabile è complesso, anzi, è addirittura impossibile per definizione, per cui al massimo ci si può avvicinare per approssimazione, e probabilmente feeling blue ci si avvicina parecchio. Come quando ci si trova a casa, da soli, immersi in un silenzio strano perchè viene da dentro, e tutto il vociare della strada, di sotto, ci arriva lontano, e l’abbiare di un cane ci risulta ovattato, mentre il fruscio dei nostri movimenti lo ascoltiamo attraverso la pelle, perchè le orecchie sono in questo stato indefinibile, sganciate dal cervello, incapaci di svegliarci da questa sensazione.
Che rimaniamo fermi o che facciamo qualcosa, il punto è che si autoalimenti, in un loop cerebrale che ci permetta disattenzione verso il mondo, alimentando una specie di sorgente interna: diventiamo introspettivi, e più lo diventiamo più ci sentiamo blu.
Per evitare di avvicinarci troppo ai bordi di questo limbo denso facciamo cose come ascoltare della musica “adatta”, pensare in cerchi, guardare scorrere il tempo intorno a noi, concentrarci su movimenti insignificanti, cercare di carpire il segreto che sta fra il passaggio dalla luce del sole che entra dalla finestra e la penombra del resto della stanza, scrivere su un blog, tenere aperta una finestra di terminale con un codice a metà rimanendo a guardarlo senza finirlo, tenere un foglio bianco davanti a sé e non allungarsi a prendere la matita dal portapenne, cazzeggiare in chat senza dire niente…
Quante volte ho cercato di rendere questa sensazione attraverso un racconto, con un filmato, con una foto, con campioni e tracker… credo di non esserci mai riuscito veramente, né mai ci riuscirò, oltre al mio stato d’animo esiste anche quello di chi legge, di guarda, di chi ascolta.
E due filtri, quando mi sento così, sono già troppi.

Quiz!

23.48

Quale programma riesce a mettere insieme: storie generalmente serie accadute a persone, “esperti” di niente chiamati ad esprimere la loro opinione, pazzi scatenati che dicono cazzate, programmi di morphing, auto disegnate da giugiaro, la regina delle agenzie di matrimonio in franchising e un cantante rincoglionito?

Ma diocristo, che cazzo ce ne frega?

01.57

BERLUSCONI: CON NAPOLITANO RISPETTO RECIPROCO
“Con Napolitano riesco ad avere un rapporto molto aperto, assolutamente positivo. E’ un rapporto di estrema cordialita’”. E’ quanto afferma Silvio Berlusconi a ‘Otto e mezzo’. “Ho molta stima in lui, c’e’ una relazione molto positiva”, conclude l’ex premier.

Ma anche il loro rapporto si riducesse ad orridi sessanove sui tavoli d’epoca del quirinale a noi che cazzo ce ne verrebbe in tasca? Perchè passano notizie di questo genere, dove cazzo è il contenuto informativo? Cristoddio ma ditemi qualcosa che non sia lo zero assoluto! Berlusconi e Napolitano si rispettano… e sticazzi eh!

Portale Italia

12.04

Finalmente, ho pensato, non mi verrà più in mente quella cagata di “giornale italia” di Yocci quando penserò a qualcosa che la gente legge per farsi un’idea del paese mammapizzamandolinomafia. Con 45 milioni di euro circa avranno messo in piedi un database incredibile, che per ogni luogo dell’italia rimanderà ai siti, potrò visitarlo per sapere quando inizia la fiera del peperone ad esempio, e i giapponesi potranno anche, venendo qui in massa a degustare le pallotte! E poi sarà un lavoro fatto bene, coi controcazzi, ultravalidato, semantico, ultraricercabile.
Sono stato su italia.it giusto 5 minuti: quintalate (inutili) di banner in flash, con Firefox manco un segno di loading la prima volta che ci si arriva e poi un infinito circoletto che gira, ma dei banner neanche l’ombra; la cartina interattiva è stata interattiva come non mai: o scrivi il nome della località o niente, col cazzo che si possa cliccare; la pagina di Torino dice poca roba in un testo privo di hyperlink (!), tranne per un aggancio, al fondo, al sito turistico del Piemonte (ma non avevo cercato “Torino”?); la stessa pagina fallisce miseramente la validazione e addirittura ha parole chiave nel titolo, come credo si facesse nel ‘98, e lo stesso url della pagina è qualcosa di allucinante: “http://www.italia.it/it/guide/5,it,SCH1/objectId,RGN9275it,curr,EUR,season,at1,selectedEntry,home/home.html”… ma non bastava un semplice (e più facilmente indirizzabile dai motori di ricerca) http://www.italia.it/piemonte/to/torino.html con a seguito la lingua e altri parametri (sempre che li si volesse passare nell’url e non nella sessione)?
Ovviamente uno può dire ma che cazzo vuoi è già tanto che lo hanno fatto sempre a criticare bla bla bla… quarantacinque milioni di euro, rispondo solo questo.

Nei buchi del terreno

23.46

Leggendo questo articolo (non chiedetemi perchè nell’url c’è scritto “2003″, l’articolo è del 21/2/2007…) si arriva, con un rapido calcolo, a valutare in circa ventimila i tifosi “iscritti” a gruppi anarco insurrezionalisti.
Ovviamente negli ambienti online questo ha scatenato un grande dibattito e, subito dopo una veloce tavola rotonda sul tipo di tessera di tali gruppi, si è passati a chiedersi: ma dove vanno questi ventimila quando non ci sono partite? Alle manifestazioni infatti questi ventimila non si vedono, quindi devono avere dei nascondigli. L’asfalto è pieno di crepe e buchi, di rigonfiamenti, di bolle… che vivano lì e poi sbuchino negli stadi da delle brecce aperte nei pavimenti dei bagni o da segrete gallerie?

Sei nella mia stessa community!

21.34

Mettete qualcuno davanti a un computer, fategli capire che è completamente solo e poi state a guardare quello che succede: cercherà altre persone, ma solo fino a un certo punto. Avrà amici che non sono proprio amici, e un’intensa vita online, che non è proprio come avere una vita sociale. Si sentirà più connesso, ma sarà comunque solo. Tutte le persone sedute davanti ad un computer sono sole. Tutte le persone sedute davanti a un computer sono al centro del mondo. Tutte le persone sedute davanti a un computer vogliono parlare di sé.
Tratto da Internazionale 680, pagina 51
Questo dice tal John Lancaster per chiudere il suo articolo sul The Guardian, tradotto su Internazionale.
Penso abbia ragione.
Penso abbia ragione non solo riguardo a quelli che usano myspace o bebo, di cui parla nel suo articolo, ma penso che abbia ragione in generale, per cui credo che la conclusione del suo articolo valga anche per me, e per molti di noi, seppur ci fregiamo di strumenti “alternativi” (mailing list di indymedia, tanto per fare un esempio, blogs di noblogs, forum precari, ecc) spesso e volentieri ricadiamo in pieno nella sua descrizione di azioni e stati d’animo.

- Tua zia è un armadio!
- Ecco perché cigola!

00.33

Chi se li ricorda? Fantastici, nella loro assoluta idiozia nonsense. Dovevo ricordarveli, dovevo. Ancora rido pensando alla battuta della zia. E la cosa interessante è che non fa ridere.

Risvegli

18.36

Si svegliò in un mare di luce chiara, intontito.
Doveva essere giorno. Sì, era evidente che fosse giorno, altrimenti sarebbe stato buio… mentre pensava gli faceva male la testa, eppure erano pensieri semplici ed automatici… cos’era successo la sera prima? Ah sì, la cena, una cena buonissima, se la ricordava e intanto nel suo naso si riproducevano gli aromi della sera prima… ma poi? Il calar della sera, come sempre, il buio… qualcosa non gli quadrava, aprì meglio gli occhi e aspettò che si abituassero alla luce bianca del giorno.
Ecco, sì, ecco cosa c’era di strano, quella non era casa sua! La porta d’ingresso della stanza non era mai stata su quella parete, inoltre non aveva mai avuto una finestra sul quel lato! Rimase immobile, pensando. Com’era possibile, la sera prima era a casa sua, ricordava esattamente di trovarsi in sala da pranzo, e ora si svegliava in un luogo diverso e in camera da letto?
Ascoltò, fermo, in silenzio, per carpire qualche indizio del nuovo mondo che lo circondava.
Oppure si stava sbagliando, era semplicemente colpa di quel maledetto mal di testa.
Uscì cautamente dalla stanza, cercando la sala da pranzo. Ma non era dove si ricordava. A sinistra il corridoio finiva in… niente. Che cosa gli stava succedendo? Fece dietro front, svoltò a destra in una diramazione del corridoio, che non ricordava, e si diresse verso un’apertura della parete, una porta… per quanto ci pensasse, non sapeva dove l’avrebbe portato, ma tanto valeva provare, del resto stamattina gli sembrava di ricordarsi tutto sbagliato…
Infatti, ecco lì il necessario per la colazione. Chissà che diavolo gli era preso al risveglio, che stupidaggine non ricordarsi dove si mangia e dove si dorme!
Si mise a mangiare, sentendosi subito meglio, felice. Il mal di testa stava già passando: sentiva che la giornata sarebbe migliorata.

- Vede dottore? In pochi istanti si è subito adattato al nuovo labirinto.
- E’ stupefacente, questa selezione di cavie è molto intelligente, dovremo studiare a fondo le reazioni al dolore.
- Certamente, il tavolo per gli esperimenti è già pronto.

Qualcosa lo punse al fianco, fece in tempo a girarsi, ma la vista subito gli si annebbiò. Accettò di buon grado la sensazione del sonno che tornava: ora era sazio.

“Stamani”

12.09

sta|mà|ni
avv.
AU stamattina
Varianti: stamane

Oggi mi sono reso conto che ho usato svariate volte la parola “stamani”. Non “stamattina”, proprio “stamani”. Secondo me usare questa parola è sinonimo di eleganza, mi sono reso conto che dicendo “stamani” mi sento quasi come se indossassi giacca e cravatta e stessi amabilmente discutendo con un tizio della city in uno dei tube di Londra. Non so tipo “Ok, I’ll check it stamani”. No?

Il mal di testa genera il vuoto

17.18

Pensiero 1:
Che bello, oggi c’è quella roba a cui voglio andare perchè mi divertirò! Ci sarà gente che conosco, musica e da bere, magari qualche cazzata da mangiare e comunque è un sacco che non esco e ne ho proprio voglia. Se poi ci saranno quelle due teste di cazzo con cui ho litigato vedrò di farli sclerare, che mi viene da prenderli a schiaffi tanto sono stupidi, sia lui che lei, e visto che di qualsiasi cosa parlino sembra di vedere maurizio costanzo tanto sono banali, mi divertirò a fargli fare le solite figure di merda.

Pensiero 2:
Mmmm, dovrei andare a quella roba… fuori però c’è questa luce lattiginosa e opprimente, che palle questa specie di foschia. Poi sarà pieno di gente, la musica a tutto volume… Che palle poi bevo alcolici e mi si spacca la testa dal male. Metti pure che ci sono quei due stronzi che non ho proprio voglia di vedere, poi mi tocca sentirli parlare e non ho manco lo stimolo a rispondere tanto sono idioti…

Morale:
La differenza fra i due pensieri? Il mal di testa.