Malesseri nel mese di 2006::10

Piccolo breviario sulla misura delle tette

16.55

0 -> non vale, sei maschio
1 -> scusa, dove sarebbe la differenza?
2 -> vediamo, prima c’è da valutare
3 -> non credo vi siano problemi ma per sicurezza meglio dare un’occhiata prima
4 -> chi si accontenta degli standard ne gode
5 -> bella lì ora si ragiona
6 -> sticazzi
7 -> porcoddio!
8 -> ….ghhhgllghh…

Il malessere, la malattia

01.06

Chi si ricorda che una volta questo blog stava su malessere.net? Del resto ancora si chiama il blog del malessere. L’altra sera in uno dei deliranti luogo di scambio di fluidi digitali qual’è la chat è stata citata una canzone il cui testo collima perfettamente con l’idea di male oppressivo, di disagio potente che è alla base della creazione di questo blog.
La canzone è “Sognando”, di Don Backy, del ‘78, anno in cui il malessere serpeggiava profondamente dentro quella stirpe di cui credo di far parte, quella che in degli sprazzi di lucidità si rende conto che 4 denti non fanno invertire il moto di un meccanismo. Per cui ho pensato di fare cosa gradita a tutti pastando qui alcuni pezzi del testo, se invece non è cosa gradita non importa in realtà, semplicemente mi andava di farlo. Un po’ come toccare le tette: uno lo fa, alle conseguenze pensa dopo.

[…]
Ma ogni tanto sento che, gli artigli neri della notte
mi fanno fare azioni, non esatte
[…]
E spacco tutto quel che trovo / Ed a finirla poi ci provo
Tanto per me non c’è speranza / Di uscire mai da questa stanza
Sopra un lettino cigolante, in questo posto allucinante
io cerco spesso di volare, nel cielo
non so che male posso fare, se cerco solo di volare
io non capisco i miei guardiani, perché mi legano le mani
[…]

Degne di uno spleen, secondo me.

Errata Corrige

02.43

In un post di circa un mese fa segnalavamo un blog che c’era parso intelligente e notevole, degno di nota perchè secondo noi spaccava. Devo dire che ero della stessa opinione fino a poco fa. Poi ho letto questo post che m’è sembrato di cattivo gusto e ancora peggio mi sono sembrati i commenti dei frequentatori del blog. Colpito dal dubbio sono andato a visitare i blog della gente che commentava e… cioè un tot sono lammerda: gente che dice che è giusto che sia morto giuliani, che ce l’ha coi negri, ecc, e non è una questione di politically scorrect, è una questione che questa gente lo scrive normalmente, senza ironia, perchè è quello che pensa veramente. Lo pensa, lo sostiene, ragiona tipo “gli zingari sono nomadi che si levino dai coglioni”, quindi non è che uno dice “porcodio li devi amare questi cazzo di zingari”, ma gli viene da rispondere “ma come cazzo ragioni?”… Ho passato qualche ora a spulciare nei blog di questa gente cercando un qualcosa che non solo fosse capacità di fare ironia e tendenza a replicare le frasi fike lette nei libri o nei libri altrui ma ho trovato, a scavare un po’, un bel po’ di ignoranza e spesso sconfinanti spompinate a vicenda su quanto questa pseudo comunità di blogger fosse fika. Mi aspettavo l’ingresso in internet di ragazzine vogliose e invece non mi sono accorto che ci sono entrate le shampiste e le signore che leggono grand hotel dal parrucchiere dicendo le peggio banalità. Ovviamente sono signore che leggono anche i libri, che sanno scrivere, che stanno magari un po’ dei giri trendy, che possono permettersi di avere un blog e che hanno la cultura necessaria a saperlo fare. Sanno anche che internet gli permette di scrivere pepato ed esprimersi in una maniera che non potrebbero permettersi dal parrucchiere, quindi parlano di tette e sburrate, peccato che quando si muovono su argomenti un pochino più complessi della loro vulva il livello si abbassa terribilmente e si scade nel pieno della banalità a cui ci hanno educato. Gli uomini invece sono sempre gli stessi imbecilli e nei blog scrivono uguale a come parlano al bar con gli amici, che loro invece se lo possono permettere anche in real life.
Quindi gli zingari vanno sciolti nell’acido. E io ho tolto il pulsante di link.

Le frasi celebri

01.48

A volte ci capita di dire delle cose. Che so tipo “fa un freddo oggi!”, oppure “niente, soffro un po’”, ecc ecc. La cosa interessante dal punto di vista socioculturale è che a volte la persona con la quale stiamo parlando ci risponde con la Saggezza Popolare. Mentre alcune rimangono scolpite negli annali della storia (come ad esempio: “a volte il log è la morte del cigno“), a volte sono robe tipo:

“chi non ha la sofferenza non può fare penitenza”

questo lo diceva una mia parentee io sempre le rispondevo “ma che cazzo vuol dire ti sei rincoglionita del tutto?”

I commenti sono qui per raccogliere le vostre frasi.