Perché fare le cose bene…
21.52http://it.wikipedia.org/wiki/Male
…quando le puoi fare male?
Secondo me questo è il motto dei romani. Cioè sali sul metrò e scopri che hanno messo gli altoparlanti che annunciano le fermate. Bella lì no?
Poi però arriva la prima delusione: “SHSHSHWHHHS EMMETIBBURTINISHHSHHSH PRHOSSHIMA FERMATA: PIETRALATA SWHHWHHWHH NEXT STOP WHWHWHHSH LATA”, con una eco pazzesca. Cioè prendete un microfono col cavo che sfrigola, andate in cantina, e registrate tutto su una vecchia C60 della maxell, poi prendete il tutto e campionatelo, trasformatelo in mp3 alla peggiore qualità: ecco, questo si avvicinerà al risultato ottenuto da metroroma. Ah già, dovete aggiungere un fastidioso fischio di sfondo.
Durante il viaggio arriva la seconda delusione: questi fantastici messaggi funzionano per circa un terzo della corsa…
Quando si inizia a far caso a queste cose poi si controlla tutto: i tetti non finiti, le vie principali sulle quali ogni tanto c’è uno sfasciacarrozze, la colonna traiana imbracata nelle impalcature da anni, e così via.
Nulla da dire, nel senso, ognuno un po’ vive come cazzo gli pare. Però che senso ha fare le cose male, cioè per fare il sonoro per il metrò ci metto un tot di tempo, sia che lo faccio bene, sia che lo faccio male.
Insomma tutto lascia questa sensazione di beta version che lascia abbastanza perplessi: ad un certo punto ti chiedi se girando dietro ad un palazzo scoprirai che è un coso di legno dipinto, tipo quelli dei film western…