Carta de un león a otro
18.13http://malessere.net/bagl…leon_a_otro.mp3
Ho ascoltato questa poesia in musica, “lettera da un leone ad un’altro”, e mi è rimasta in mente, forse come poche rende con la sua allegoria l’immagine delle “nostre” fiere chiuse in gabbia. Ok, sono retorico, lo so, ma come dirlo senza retorica? Ascoltatela e leggetela (la traduzione l’ho fatta io, un po’ volutamente letterale, un po’ da incapace).
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Perdón hermano mío si te digo que ganas de escribirte no he tenido, no sé si es el encierro, no sé si es la comida o el tiempo que ya llevo en esta vida. Lo cierto es que el zoológico deprime A ti te irá mejor, espero, Tu tienes que entender, hermano, Muchos humanos son importantes, Pero volviendo a mí, nada ha cambiado, Sus ojos han perdido algún destello, Caímos en la selva, hermano, Volver a la naturaleza Cuídate, hermano, yo no sé cuándo, |
Perdonami, fratello mio, se ti dico che voglia di di scriverti non ne ho avuta. Non so se è la prigionia, non so se è il cibo o il tempo che ho già passato in questa vita. La cosa certa è che lo zoo deprime, A te ti andrà meglio, spero, Tu devi capire, fratello, Molti umani, sono importanti, Però tornando a me, niente qui è cambiato, I loro occhi han perduto la scintilla, Siamo caduti nella selva, fratello Tornare alla sua naturalezza Fidati fratello, io non so quando, |