Malesseri nel mese di 2005::08

The Sun Will Not Die

01.33

Era il 1978, nasceva un “cartone animato” che senza dubbio ha avuto peso nelle scelte inconsce di molti.

Though the night continues on,
the sun will not die.
At the end of the darkness
Lift up your faces, friends.
Let us look up at the dawn.
Friends who still do not see,
tomorrow will surely come

Within the frozen ground, in secret.
the flower’s life continues on.
Friends, do not lose the seed of hope.
Friends whose names I do not even
know tomorrow will surely come.

A single person is a small raindrop,
But if gathered together,
they can even become an ocean.
Friends, let us bring together
me palms of our hearts’ hands.
My friends, tomorrow will surely come.

Do not waste those tears of yours now.
Let us turn them into strength for the day
that will eventually come.
I want you to live, friend,
for the sake of those you love.
To all friends.
tomorrow will surely come

Il termometro rettale Johnson & Johnson

23.56

Una volta da qualche parte ho letto questa cosa qui, l’ho ricercata ma non l’ho piu’ trovata :( quindi ne riporto una versione “a senso”, non me ne vorranno quelli che traducevano imperator con imperatore…

Ci sono quei giorni (come oggi) in cui la giornata lavorativa e’ particolarmente indigesta. Un buon metodo per combattere lo stress da lavoro rincoglionente e doloroso puo’ essere il seguente:
tornando a casa dall’ufficio/dal campo/dalla fabbrica/dal cantiere/dall’ente statale/dalla strada fermatevi in una farmacia e comprate un termometro rettale Johnson and Johnson. Potrebbero andare bene anche altre marche ma il test e’ stato fatto su questa e funziona.
Arrivando a casa staccate il telefono, spegnete il cellulare e il pc. Per una maggior sicurezza staccate anche la rete dal router e staccate la corrente (sai mai suonino il campanello). Andate nella vostra camera da letto, accendete delle candele e un incenso, sedetevi poi a gambe incrociate sul letto e fate un paio di respiri profondi cercando di non pensare a nulla.
A questo punto prendete la scatola del termometro, apritela ed estraete il foglio dell’istruzione interna. Scorrete rapidamente il testo finche non trovate scritto piu’ o meno testuale “ogni termometro rettale prodotto da Johnson & Johnson e’ testato personalmente”.
Chiudete gli occhi, reclinate il capo un po’ all’indietro e ripetete 10 volte “Il mio lavoro e’ molto bello e gratificante, infatti non lavoro al controllo qualita’ della Johnson & Johnson”.

Ditemi se ha funzionato.

Potere alle ragazzine!

15.31

Non potevo astenermi dal ripubblicare:
Questa estate mi è successo ke il mio raga (ke amo tantissimo) era andato a farsi un giro di 4 gg con gli amici. Io sono stata invitata a fare 4 salti in un locale privato e qui un suo amico più grande mi ha presa per mano, mi ha portata dietro una grossa tenda di velluto e sempre con molta dolcezza, me lo ha messo in bocca. Io non posso neanke dire che mi avesse fatto bere o ke ne so xkè non è vero…so solo ke ci sono stata e basta. Quando era appena venuto abbiamo sentito dei battimani arrivare dal salone e quando mi sono affacciata ho visto il mio raga corrermi incontro xkè mi aveva fatto la sorpresa di rientrare prima e mi ha subito baciata sulla bocca! Poi si è messo a sputare, a urlare che sono una mignotta bokkinara, mi ha preso a skiaffi davanti a tutti…ora io come faccio, ke vivo in una piccola cittadina di provincia? A tutti voi sembrerà stupido ma io lo amo tanto davvero. Aiutatemi!

De Carli

19.12

Tump tump tump tump tutump tump tump qualcuno stava correndo per le scale sopra di loro tump tumptu tump tump bz bzzzz bzz il ronzio del campanello. Era Seveso, uno dei ragazzi del blocco vicino.
- Mamma, è Seveso. Che faccio?
- Fai come sempre, apri, ma controlla che non giri troppo intorno a tua sorella. Quel ragazzo non capisce proprio che le regole sono regole - e si allontanò verso l’altra stanza scuotendo la testa.
- Ciao Fran - respirava a fatica per la corsa.
- Ciao Seveso. Se sei venuto di nuovo per Marika si sta riposando e…
- No no no. Dammi un attimo, ti raccondo - ed entrò accasciandosi su una sedia.
Fran andò a prendere un bicchiere d’acqua e poi si sedette vicino a lui.
- Beh parla no?
- Hanno ucciso De Carli!
- EH?
La madre fece capolino nell’atrio e guardò fisso Seveso: - Come hanno ucciso De Carli?
- Sì, hanno scoperto che trafugava le provviste dalla scuola, a casa sua hanno trovato uova e verdura, lui ha confessato e l’hanno ucciso. - Seveso parlava veloce - Adesso ci sarà una riunione per decidere chi sarà il prossimo custode, io venivo a dirvelo, è meglio che vada ad avvisare gli altri, ciao.
Si alzò ed usci di corsa.
Silenzio.
La madre dopo un po’ disse: - Alla fine hanno fatto bene. Marika è debole e mangiava meno a scuola per colpa di quel porco bastardo. Hanno fatto bene sì.
Fece per andarsene ma il figlio era quasi in lacrime.
- Ma mamma, non è giusto.
- Le regole sono regole! Siamo tutti d’accordo nel rispettarle, non capisco perchè lui abbia deciso di non farlo. Lo ha scelto lui, sapeva che per le gravi trasgressioni c’è la pena di morte, soprattutto per il cibo.
- Ma forse non ci aveva creduto no? Non pensi che sia normale pensare che magari non vieni ucciso davvero? Non credi? - Fran stava gridando.
La madre stette in silenzio, immobile, guardando il figlio negli occhi.
- Insomma mamma ti rendi conto, De Carli, Mario, il padre di Giorsa e Luca! Lo hanno ucciso! Ma che merda è questa!
- Maledizione Fran, le regole sono regole, se non le rispettassimo non funzionerebbe niente!
- Ma a che punto! Non ci voglio più stare qui va bene? Smettiamo immediatamente!
- Ma non è finito il tempo, e parla a voce bassa che potrebbero sentirti!
- Chissenefrega, che mi sentano! Hanno ucciso le persone per le regole di un mondo che non esiste!
- Ma finchè noi rispettiamo quelle regole invece esiste, proprio per questo sono importanti! Se non le rispettiamo tutto cade, come un castello di carte!
- Ma un gioco di ruolo è un castello di carte! E’ solo un gioco, un maledetto gioco, chi non rispetta le regole può uscirne, hanno ucciso una persona invece, sono pazzi hai capito? Pazzi!
bzzz bzzz
La madre si avvicinò alla porta. Era il sovrintendente di grado 1, quello che stabiliva le difficoltà durante il corso della partita e le eventuali violazioni delle regole imposte dal consiglio dei master.

la frase piu’ bella del mondo

02.08

Mi dice che hanno chiamato dal laboratorio analisi. Cercavano me e vorrebbero andassi li’ in giornata.
Aveva la voce preoccupata le chiedo
Era una segretaria mi dice, e le segretarie hanno sempre la stessa voce
Vuoi che ti accompagni mi chiede
No, faccio in un momento rispondo sforzando un sorrisetto complice, magari metti su un caffe o magari fatti trovare sotto la doccia quando torno.
Nessuno ride. Ovvio.
Mi accendo una sigaretta sulla porta di casa e mi avvio lungo il vialetto d’ingresso e poi a sinistra giu dal viale alberato che porta al campus. Costeggio l’edificio che e’ uno dei tanti dormitori degli studenti normali, la mia non lo e’, normale dico, e’ laureanda e carica di soldi e quindi ha una casa sua subito fuori dai cancelli del complesso che comprende clinica universitaria e una manciata di altre facolta’. Oggi mi interessa la clinica.
Gradini, ingresso, accettazione, si, ho un numero di ricevuta, la chiameremo noi allora, questione di pochi minuti, l’aspettavamo, in fondo e poi la prima a destra, oltre la porta a vetri, sala d’aspetto.
sala d’aspetto.
sala d’aspetto.
cartelloni colorati che sostengono donare sangue sia bene
fotocopia che sostiene donare sangue dopo un viaggio in questi paesi alla fine non sia poi cosi’ bene
mamma + bambino col terrore negli occhi. Il bambino, non la mamma. Significa che ancora glielo devono fare il prelievo altrimenti sarebbe preoccupata lei.
ficona in camice e sandali che esce dall’ascensore e si infila nel bagno delle signore
fortissima tentazione di seguirla, tanto oramai che me ne faccio della dignita’
sala d’aspetto
tipo della mia eta’ che mette soldi nella macchinetta del caffe’ e ne estrae una non meglio identificata bevanda calda
sala d’aspetto
tipa bruttina in camice che mette la testa fuori da una porta, si guarda intorno, passa oltre mamma e bambino e si sofferma su di me e sul caffeinomane
chissa’ se la faccia da poker regge?
la bruttina guarda dritto me con un sorriso professionale e dice il mio numero
a poker mi spennerebbero…
la seguo in quello che sembra un minuscolo studio con una piccola scrivania un piccolo armadio e una piccola finestra
ci vive il puffo medico immagino…
mi porge una busta con appiccicata un’etichetta autoadesiva con sopra scritto il mio numero di ricevuta e la data dell’esame, si sono io, ecco questo e’ il tagliando che mi avete lasciato l’altra volta, grazie, molto gentile no, non voglio sedermi preferisco portarmela via se non e’ un problema, grazie mille arrivederci (arrivederci?)
punto la porta con passo svelto e poi mi fermo di botto. dove sto andando? mi siedo su una sedia della sala d’aspetto, dando le spalle al pupo (un minimo di dignita’ invece si, porcoddio!)
apro e estraggo il foglio di carta con l’intestazione dell’universita
HIV: negative
la frase piu’ bella del mondo, in qualsiasi lingua.

[motd]
finche li cerco io i latitanti sono loro

Lo spaziotempo

18.40

Mi sveglio di botto
con la precisa impressione di aver sentito un grido
vicino
niente di cui preoccuparsi troppo, sono stato io a gridare.
Ci metto qualche secondo a capire che ho gli occhi aperti, il buio che c’e’ qui intorno e’ talmente fitto che se chiudo gli occhi o li tengo aperti non c’e’ nessuna differenza.
Sento sul viso la consistenza di un cuscino di gomma piuma, non sono a casa mia dunque… Mi giro sulla schiena e constato mentalmente di essere in pantaloncini e coperto solo da un lenzuolo. Il letto e’ a 2 piazze di quelli con 2 materassi uno accanto all’altro. Sono solo. Decisamente non sono a casa.
Mi alzo a sedere e il lenzuolo mi scivola di dosso, faccio scorrere la mano a destra fino alla fine del materasso e poi oltre e oltre e ancora oltre. Comodino. Posacenere. Cartellina di cartone.
Niente di utile. Stesso procedimento a sinistra, comodino, telefono, cellulare. Cellulare. Sblocco la tastiera e la tenue luce biancastra crea una piccola bolla sopra il letto. L’orologio mi informa che sono le 28:45 di un giorno d’estate e la sveglia che ho ancora 3 ore di notte davanti. Accendo la lampada da comodino (sempre quello a sinistra) e constato che quello che vedo non mi aiuta a capire dove sono. Mobilio di compensato di colore neutro, pareti bianche che hanno visto momenti migliori, porta semiaperta che da su un bagno di piastrelle azzurre che danno l’idea di aver esalato pulito, una volta…
Zaino piccolo sopra uno scrittoio addossato alla partete di fronte al letto (non sono via da molto quindi), pochi vestiti sparsi, portatile accanto allo zaino, chiuso, senza alimentazione e senza pulsazioni. Strano. La finestra ha pesanti tende blu che arrivano fino a terra completamente tirate, mi alzo e le scosto, apro la finestra e le persiane di plastica oltre esse. Un getto di aria calda mi soffia in viso portando odori di rododentri e gas di scarico, pochi lampioni illuminano a stento un cortile interno di un palazzo 4 o 5 piani sotto di me. Breccino in terra e 2 siepi squadrate che la prospettiva fa convergere verso un portone a vetri chiuso preceduto da 3 scalini di marmo. Nemmeno questo aggiunge una briciola di indizi su dove mi trovo. Mi accendo una sigaretta, l’unica soluzione e’ rimettersi a letto e aspettare la sveglia per capire almeno cosa devo fare. Spengo la luce. Schiaccio la sigaretta sul posacenere.
Chiudo gli occhi.

[motd]
2+2=5 for extremely large values of ‘2′

Agosto

13.24

Questo post serve solo a fare si’ che ci sia un post in agosto, cosi’ poi l’indicizzazione e la divisione per capitoli/mesi non abbia a risentire del cambio di mesi.

Nel frattempo che scrivo mi rendo conto anche di che giorno in agosto si tratta, il 2

[motd]
I wasn’t born with enough middle fingers