Se una ruota cigola crea fastidio.
Se cigola a lungo, crea molto fastidio.
Se non vuole saperne di smettere, si sviluppa una forma d’odio.
Se, nonostante tutto, nonostante l’energia che si spende dietro ad essa, non la smette e continua a fare quel rumore, quella vibrazione acuta, quel ciclico pigolio, allora non c’è niente da fare. O si rompe da sola, o in qualche modo va fermata.
Quando il meccanismo si ferma quello che succede dopo nessuno lo sa. In genere la ruota sembrava così piccola, insignificante, persino stupida di fronte alla complessità di quel blocco di pulegge e di ingranaggi, che vederla fermarsi era un sollievo. Invece no, dopo dieci minuti si scatena il panico, una ruota idiota non gira più e tutto va a rotoli. Tutto. E tutto il mondo intorno nemmeno se ne accorge, proprone soluzioni al limite della cretineria: “beh carica la molla”, “aggiusta la ruota no?”, “disegna un pentacolo protettivo e mettitici dentro”…
Anni di lavoro per costruire qualcosa. Niente di faticoso magari, niente miniere, niente carbone sotto le unghie. Ma non meno dignitoso, ogni lavoro è dignitoso, ognuno vale il giusto, tutti si dovrebbero sentire gratificati.
La stupida idiota strisciante merdosa angoscia del cosa succederà se arriva ancora una debito non l’avevi mai sentita, perchè nonostante tutte le tue cazzate, nonostante tutte le tue sbruffonate, nonostante il ridere cretino di chi si dipinge il sorriso in faccia, non eri mai arrivato a doverci pensare. Non così tanto almeno.
Una ruota. Girava, tutto perfetto. Cigola? Olio! Olio! Olio! Finito. Quando finisce l’olio e alla fine sei costretto a pulirla un po’ dal nero quella cazzo di ruota che hai di fronte te ne dovrai pur accorgere che il tuo lavoro non era quello di oliare. Non dovevi stare lì come un coglione a mettere olio su un rumore. Perchè se la ruota cigola un motivo c’è. S’è rotto un braccio? Si è incrinato il pignone? Qualcosa pur dev’essere accaduto, e andava scoperto. Dovevi infatti essere il primo, il più bravo, impegnarti a primeggiare, cosa che ti ha sempre fatto schifo, impegnarti a superare gli altri, ad essere primo, a tagliare l’immaginario traguardo di chi si sente realizzato per qualche moneta in fondo al portafogli. Una merda, che hai sempre allontanato. Sei riuscito così bene a tenertene lontano che tutte le volte che ti ha avvicinato sei fuggito a gambe levate. Una serie di precise scelte, perchè in fondo a te che cazzo ti frega di quella ruota? Che cigoli, che si spacchi, che vada in mille pezzi.
E ora ch’è successo, o quasi, che fai? Hai vinto qualcosa? Sei migliore, sei peggiore? Cos’hai in più degli altri oltre ad avere in mano qualche pezzo d’acciaio da portare come prova nei tuoi racconti?
Niente. I pezzi di merda, gli imbecilli che ami deridere, vanno avanti a suon di pali nel culo, mentre tu dalla tua parte hai la bandiera della coerenza. Bella roba. La “coerenza”, che nome. Intanto adesso è tutto fermo e ti pisci nelle mutande come un coglione, perchè non l’hai mai visto, perchè non vedi l’uscita.
Perchè non sai se c’è.
E’ meglio se vado a dormire.
Nuit