2008.09.05 19.10
Il Signore Iddio ha dotato ciascuno di noi di svariate abilità.
Alcuni scelgono il loro lavoro in base a questa variabili attitudini.
La mia domanda è: se la tua fantasia è quella di un bradipo morto da mesi, perchè fai lo sceneggiatore? Cosa ti spinge, ad esempio, a sceneggiare un film dove ci sono degli zombi, poi una zona “sicura” che ovviamente è stata aperta troppo presto, poi un portatore sano che entra ovviamente perchè dei dementi imbecilli fanno una scappatella nella zona non sicura (e chi non andrebbe in una zona infestata da zombie?), poi un esercito di rincoglioniti incapace di proteggere un garage dall’ingresso di un infetto, ecc ecc?
Cioè io mica dico che ogni 3 minuti voglio una svolta, ma in TUTTO il film possibile che non hai avuto UNA idea che UNA? Mica sedici o trentadue, UNA!
Possibile che il presupposto di un film deve quasi sempre essere: “ah la cantina è piena di zombi… ma voglio una bottiglia di vino… magari riesco a prenderla… dai, vado!”.
E’ impossibile da tollerare!
28 settimane dopo
Malessere pensieri |
Nessuno ha avuto da dire » |
2008.08.31 00.55
Lasciatemi dire il contrario della corrente meta-intellettuale di cui, per elezione o per scelta, finisco per far parte.
Oggi leggevo alcuni racconti su un libro della shake (no, non vi dico qual’è, se lo scoprite siete bravi, altrimenti non fa nulla) e ad un certo punto, giunto alla fine di quello che presta il titolo alla copertina, sono rimasto interdetto. Alcuni personaggi, alcuni eventi, un accenno di trama, nel senso di susseguirsi di eventi slegati (se si eccettua che vedono tutti coinvolto il protagonista), e un finale del cazzo, o meglio, un non finale, nel senso che è una troncatura non-c’entra-un-cazzo il cui unico scopo è chiudere il testo in quanto chissà dove stava andando a parare.
Ora, d’accordo, parliamo del frammento di un romanzo che mai ha visto la luce, però insomma, se io avessi proposto un racconto dove uno è un cantante, poi lo menano, poi un personaggio dal nome diabolico e con incredibili poteri lo salva, poi ha paura di cantare, poi la vince, poi fa un concerto, poi un cristallo chissà-dove vibra, poi il concerto finisce e lui scompare e finisce nel cristallo chissà-dove e poi BASTA, chi cazzo mai m’avrebbe cagato? Forse mi avrebbero risposto, ma per mandarmi a fare in culo.
Invece questo è troppo il re del Vero Racconto Punk™ e io, quindi, non ho capito un cazzo.
Perchè ovviamente la domanda che sorge è: ma tu, tutti i tuoi cazzo di raccontini più o meno belli di questo qui, li hai mai proposto a qualcuno? No! E allora che cazzo vuoi.
Sì ma io i racconti non li ho mai mandati perchè li leggevo e mi dicevo “oh però che cazzata, non è all’altezza di quello che volevo”… ed evidentemente è un errore.
Così come, ad esempio, non ho messo in piedi il progetto di un sito che si basasse su scenari e personaggi in isometria, perchè mi pareva una cazzata (e non solo a me), mentre ora qualcuno si fa i soldi vendendo “furni” a adolescenti che usano la carta di credito dei genitori.
Così come c’è gente che scrive nel curriculum che è sistemista, va in giro a fare lavori supercomplessi, e poi però sistemista appunto lo è sulla carta, mentre invece io pronuncio la parola “sistemista” sempre con un po’ di deferenza, per il rispetto che sento di dovere alle persone che sono Veramente Sistemiste (tra l’altro quasi tutte con nick di 3 o 4 lettere…).
Insomma, alla fine se io avessi preso tutte le robe che consideravo cazzate e le avessi lanciate in giro probabilmente ora avrei più strade aperte, avrei forse un suv, entrerei nei negozi senza prima aver letto se ci sono offerte, la gente mi chiamerebbe “esperto” o persino potrei diventare l’esempio utile ad una certa etichetta…
Diofà.
Malessere pensieri |
Nessuno ha avuto da dire » |
2008.08.06 14.43
Che un’azienda voglia farsi pubblicità, ok.
Che faccia “corsi di design emergente”, volendo, è pure ok. Cioè se vogliono possono anche fare corsi di uso creativo delle pentole a pressione dismesse…
Quello che mi sfugge è perchè si debbano inventare le cazzate spacciandole per cose veramente ok. Tipo questa.
Cioè, “campagna anti-if”… ma la IF è alla BASE della programmazione strutturata, i costrutti derivati come elseif e switch (o case, come lo si voglia chiamare) sono i sistemi che permettono di programmare in maniera decente. Ora secondo questi campioni la if va evitata perchè può essere sostituita, ad esempio, da opportune gerarchie di classi.
A parte che il fatto che si programmi in OOP col culo non è direttamente legato alle if, la domanda che mi sorge guardando il loro esempio è: ma quelle istanze come le creano? Secondo la loro soluzione basta creare una classe madre con le interfaccie corrette, derivandola e implementando i metodi nelle classi figlie… e ok, perfetto, ma quando istanzi l’oggetto? Lo fai senza if? Come decidi quale oggetto istanziare? Forse manca nel loro esempio un po’ di codice perchè questo sia credibile, perchè così com’è il punto è che la if l’hanno tolta da dov’era, e fin qui ok, era un’aberrazione, per metterla un po’ più in alto.
Tra un po’ facciamo la campagna anti-variabili-singole, tutti solo con gli array, sai che agile il codice?
Malessere mentale |
4 malesseri hanno seguito » |
2008.07.14 02.10
In tutto il mondo conosciuto (e anche in parti di quello sconosciuto) si usa, per andare a capo, la scrittura \n (che sta per newline) o \r (che sta per return) o, se proprio di è degli handicappati, \r\n (che sta per windows).
Ora, mettiamo caso che voi stiate editando un crontab e che, perchè vi serve, inserite un %, tipo ad esempio perchè dovete fornire al comando date una formattazione per l’output. Tutto normale no?
E invece NO.
Eh no perchè nel file crontab il % vuol dire vai a capo.
Cioè ma perchè a questi programmatori illuminati dalla candela che si sono ficcati in culo pochi istanti prima di scrivere codice non gli viene un orgasmo continuo che gli impedisca, appunto, di partorire simili aborti? Cioè ma come ti può venire in mente di prendere il %, simbolo internazionale di PERCENTAGGINE, e usarlo per dire “vai a capo”??
Ma la gente ha nel cervello mandrie di montoni marci porcoddio.
Malessere delirante |
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2008.07.07 00.36
Io non capisco perchè 3/4 del mondo usa MSN. Non me lo spiego, ma se fosse solo questo il punto direi a me stesso: “beh, sei un coglione che non capisci dove si dirige il mondo”.
Ma i problemi sono un altri. Per identificarli citerò parti di conversazioni veramente avvenute. Ovviamente “E” sono io e “X” sono personaggi vari.
1
X: hai MSN?
E: no
X: allora non posso mandarti niente
E: ma usa l’email no?
X: non la ho
E: come sarebbe a dire “non la ho”?
X: non ho l’email! vivo bene senza!
E: se hai msn hai una casella email per forza
X: io non vedo nessun pulsante, come si userebbe?
E: fa niente
2
X: mi mandi le foto via msn?
E: a parte che non ho msn, ma non puoi salvarle dal sito?
X: e come si fa?
E: clicchi col destro e scegli “salva immagine” o qualcosa di simile
X: con msn è meglio, perchè non te lo installi?
E: perchè non lo uso, perchè ho linux, perchè sto bene a chattare con altri strumenti
X: la fai tanto complicata, così non posso avere le foto
E: amen
3
X: hai msn?
E: no
X: beh e come chattiamo?
E: …ma stiamo chattando
X: senza colori, così, senza niente
E: …
4
E: ma ne esistono altri di istant messenger
X: di cosa?
E: programmi che scrivi e ti appare il messaggio, come appunto msn
X: ma a me piace msn
E: ma se è super pesante e pieno di pubblicità
X: ma a me piace e basta no?
E: quali altri hai provato scusa?
X: se mi va bene questo, nessuno
5
E: non puoi accorciare un po’ il nickname che non capisco un cazzo?
X: se lo accorcio non ci posso fare i disegni!
E: …
6
X: ma su questo computer non hai msn?
E: no, ma quello che vedi lì aperto è come msn
X: oh ma è tutto strano… è tutto strano ’sto computer
E: perchè è linux
X: ah ecco… allora è difficile… non mi piace… questo non è come msn…
[…passano una decina di minuti…]
X: oh, ma è molto meglio msn fatto così!
E: si chiama pidgin e si connette non solo a msn ma ad un sacco di altre robe…
X: sì comunque mi piace di più questo msn!
E: …
Insomma, se non sono problemi questi…
Malessere delirante |
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2008.06.24 11.02
Secondo repubblica.it il plurale di dominio è dominii. Un paio di volte è scritto così nell’articolo di cui sopra, ad esempio in questa frase che è un gioello vi è incastonata la parola “dominii”: “Basti pensare ad esempio cosa può significare avere più dominii che indicano settori di servizi, ad esempio quello bancario, o la possibilità di taroccare i marchi online.”
Secondo voi come si scrive?
Poi vabbè, lasciamo stare stupidaggini colossali tipo “taroccare i marchi online” (??) o robe straordinariamente errate come ad esempio questo paragrafo:
“Si va verso una liberalizzazione anche per quanto riguarda le lingue e i caratteri. La diversificazione sarà attuata con l’entrata in vigore della nuova generazione di indirizzi (Ipv6), che permetterà un numero staordinariamente più grande di indirizzi. Lo stock attuale, che utilizza il protocollo Ipv4, dovrebbe esaurirsi tra il 2010 e il 2011.”
oppure a delle perle rarissime, come le “false estensioni”:
“Molti si chiedono come farà la società a impedire un accapparamento di “false estensioni”, come già era successo con il vecchio sistema. Di sicuro sarà un momento festeggiato dall’industria del porno, che attende da anni l’assegnazione dell’estensione .xxx.”
Mah.
Malessere pensieri |
Un malessere condiviso » |
2008.06.23 11.04
Ma tutte ’ste tipe che fanno sesso in classe e organizzano super orge ovunque, con cui ci hanno rotto le palle per un paio di mesi, dicendoci che i Sani Valori e Principi™ erano svaniti (e meno male) e che adesso oh mio dio in classe scopavano (ma cmq io alle superiori scopavo a scuola, solamente non potevo riprendermi col videofonino), dove cazzo sono?
Cioè stando a quanto ci hanno sfracellato con questi servizi e programmi dedicati (porta a porta, lucignolo, ecc) dovremmo essere invasi dalle finalmente detabuizzate ragazzine. Quindi?
Malessere desiderico |
Un malessere condiviso » |
2008.06.12 17.31
Non è mica vero che se sorridi al mondo esso ti sorride. Non è mica vero che se cerchi d’essere meno stronzo, meno polemico, meno fancazzista, meno individualista allora il mondo ti sorride. Non è mica vero che le cose possono solo migliorare, che dopo la notte viene sempre il giorno.
E’ come se il mondo fosse un cielo stellato: ogni puntino luminoso è capace di farti felice, ma tutti insieme col cazzo che ti fanno vedere bene. Felice e mezzo orbo cammini verso il palo che ti hanno riservato i Signori del Mondo, per infilartelo in culo.
PS: e sta certo che hanno una fantastica spiegazione che ti fa capire come sia giusto che tu lo stia prendendo in culo. Così bella che finisci per crederci e continuare a interpretare Azathoth.
Malessere fisico |
Nessuno ha avuto da dire » |
2008.05.21 15.05
Facciamo finta che siamo diventati di colpo dei bravi cittadini e che decidiamo di osservare con interesse l’operato del governo.
Facciamo finta che non ce ne frega niente dei rom, dei rumeni, di chi è messo peggio di noi, ma che guardiamo alle nostre tasche.
Facciamo finta che non ci fa venire il vomito vedere le sedute del parlamento.
Facciamo finta che persino Berlusconi ci appare un difficile avversario ma pur sempre degno di rispetto.
Non continuo con l’elenco “facciamo finta”, li riassumo tutti in uno solo: facciamo finta di essere un sostenitore entusiasta del PD e della politica del bipolarismo democratico.
Fatte queste premesse facciamone un altro paio: siamo inseriti nostro malgrado (ma anche per nostra scelta e piacere) in un contesto dal quale volevamo rimanere lontani, e quindi da raver, metallari, punk, squatters, ecc, siamo diventati una “famiglia”, abbiamo una prole, viviamo in una casa “normale”.
Insomma siamo quelli un po’ sotto il ceto medio, che fanno una vita che gli altri considerano da “strana” a “normale”.
Come possiamo non notare che tutti i governi che si sono succeduti hanno puntato a sgravare da tasse e cose simili solo chi sta meglio di noi? Cioè, visto che siamo mediocri, facciamo un ragionamento da “cittadino medio”: non abbiamo il suv, non abbiamo una casa di proprietà, abbiamo (forse) una busta paga, abbiamo prole. I governi tagliano le accise sulla benzina (e non è che quando questo accade il prezzo dei servizi legati al costo dei carburanti scenda), diminuiscono o tolgono l’ici alla prima casa, tagliuzzano qua e là, mettono qualche balzello del cazzo per coprire i buchi, tipo una tassa di 10 euro per le ricette mediche. Si, mescoliamo pure, perchè se siamo cittadini medi non ci interessa se la tassa X l’ha tolta il governo e il bollo Y lo ha aumentato la regione, abbiamo detto che calcolavamo le nostre tasche, quindi non c’è nessuna differenza.
Facendo i calcoli come possiamo non accorgerci che il risparmio che abbiamo, se c’è, e irrisorio rispetto a quello di cui può godere chi ha introiti doppi dei nostri? Come facciamo ancora a credere alle cazzate tipo “sostegno per l’affitto”, dove arrivano 32482349124120 domande e il comune ne può soddisfare 1000, con assegni da 50 euro ognuna? O a pensare utile lo sgravio sulla tassa sui rifiuti, tassa che va a metri quadri, per cui se abitiamo in una casa da 200mq vinciamo mentre se abitiamo in una di 40 non ci cambia quasi niente? E cosa ce ne facciamo di questi sgravi quando sommati non bastano a pagare un asilo, ammesso e non concesso di riuscire ad entrare in graduatoria per prendere uno dei tre posti che ci sono liberi?
Vestite un attimo i panni del cittadino medio, e smettetela di dire che fanno schifo, che tanto in realtà se non siete già nella sua stessa condizione prima o poi vi ci troverete, magari se proprio vi preme non rinunciate all’ideologia ma mettete su un foglio di carta i fatti e la condizione che state vivendo e ditemi: come cazzo si fa ad andare ancora a votare? Qual’è la dimensione massima della trave che questa gente che foraggia il “sistema democratico” col suo voto, che ci crede persino magari, accetta di prendere in culo?
Malessere fisico |
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2008.04.29 13.49
Che il tempo scorra, almeno nel nostro universo, è convenzione nota.
Il fatto che lo abbiamo diviso in periodi discreti si sa, tutti noi abbiamo un orologio, quello che si sa meno è che questa discrezione è tutta nostra, visto che il tempo è soggetto alle regole a cui sottostanno tutte le cose del mondo, per cui ad esempio si modifica in base alle forze che lo sollecitano.
Già di per sè questo dovrebbe dimostrare quanto è precaria questa concezione che abbiamo del tempo, ma la cosa che mi lascia perplesso è la convenzione dell’orario. Mi spiego, ok che stabilire un modo per avere tutti un’idea del tempo è necessario, perchè se ti dico “ci vediamo alle 10″ tu devi capire cosa intendo per “le 10″, in maniera che si possa verificare la coincidenza e che ci si trovi entrambi nello stesso momento nel giusto luogo. Fin qui direi che va tutto bene.
Noi siamo troppo alternativi e per di più ci stanno in culo le sovrastrutture imposte. Il tempo che scorre e per comodità è suddiviso in periodi che sempre per comodità riteniamo discreti ed assoluti, ok, ma il tempo “per fare le cose”? Cos’è se non una sovrastruttura del capitale? Chi ha stabilito che si deve lavorare “dalle 9″? Chi ha deciso che non si può lavorare in un lasso di tempo X che possiamo collocare all’interno della giornata (tanto per dire) quando ci pare? Perchè devo essere io a rispettare qualcosa che ha stabilito qualcuno che sta sopra di me (economicamente, gerarchicamente, ecc)?
Generalmente non se ne parla mai, però perchè il tempo migliore della giornata deve finire ingoiato nel lavoro solo perchè qualcuno ha stabilito che dalle 9 alle 18 è il lasso di tempo adatto al lavoro? Perchè non posso fare 12-20 se mi piace? Perchè non posso cambiare quando mi pare?
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